Friday, June 8, 2007

S Francesco d'Assisi e la Sua Terra


Francesco nacque ad Assisi nel 1182 da una famiglia agiata del tempo (Bernardone dei Moriconi) , tipico esempio di riscatto dalle miserie Medioevali, questa famiglia commerciava in tessuti che acquistava in Francia - da qui il nome Francesco al figlio -. Profondamente sconvolto dalla guerra Perugia-Assisi, dove fu fatto anche prigioniero, ebbe una 'crisi spirituale', e fondò l'ordine dei mendicanti , poi chiamato "dei Francescani" . Se andiamo ad Assisi possiamo ancora respirare l'aria di quel tempo. . La città è praticamente ed miracolosamente rimasta intatta da allora. Dal primordiale centro storico si è man mano sviluppata, ma non di molto ed ora uscendo dalla superstrada E-45 e andando verso la città si ha una vista magnifica di questa, posta poco più in alto della base del Monte Subasio (1.200 Mt.). Tra l'altro anche se si abita a perugia, a quasi 30km. di distanza si ha la fortuna di vederla in tutta la sua bellezza. L'entrata della città è ancora praticabile con la macchina in certe ore del giorno ed è molto suggestiva, infatti si passa ancora sotto la porta principale dell'antica cinta muraria. In pratica, come dicevo dall'entrata nella città dalla porta principale si fa un salto nel tempo di 600-800 anni. Quando il traffico è totalmente vietato - se non fosse per la mancanza dei cavalli di allora - la città sembra rimasta fondamentalmente immutata, anzi, ha acquistato in accuratezza, pulizia, ordine. Già in vita Francesco era considerato un Santo: uno dei primi episodi che segnarono il giovane fu durante una preghiera: sentì il crocefisso dirgli : "va e ripara la Mia Chiesa, non vedi che è tutta rotta?" . Fu da queste parole che iniziò a monetizzare tutto il possibile - anche il cavallo che per un cavaliere del tempo era forse il simbolo stesso della propria ricchezza - con quei soldi riparò la chiesina di San Damiano verso valle rispetto Assisi, a pochi chilometri dalla città, che poi sarà uno dei primi monasteri delle monache Clarisse la Porziuncola, quella dove oggi tutto intorno sorge la Basilica di S. Maria degli Angeli e dove ci sono gli affreschi di Giotto.
Regalando tutti i Suoi averi ai poveri, sposando così gli ideali primigeni del cristianesimo, iniziò la predicazione -personale ed evangelica- la quale toccò Gubbio con il famoso episodio del Lupo; in uno dei suoi pelligrinaggi in Terra Santa per predicare la pace riuscì a farsi ricevere dal Sultano, dove pregò per l'interruzione della Crociata e dove fu trattato come un sant'uomo. Dalla predicazione per la pace di S. Francesco Assisi è considerata la città della pace dove tutti gli anni si svolge l'omonima marcia Si deve a Lui il primo presepio (vivente) della storia; si deve ancora a Francesco se ora alla Verna, sopra ad Arezzo c'è uno stupendo monastero francescano, qui, infatti ricevette le stimmate. Poco dopo la scomparsa iniziò il pellegrinaggio nella Sua terra natìa ed anche se il Santo girovagò per mezza Italia il suo cuore non poteva che riportarlo dove aveva lasciato la Sua vecchia famiglia d'origine e quella nuova dei frati e il Suo amore: S. Chiara . All'epoca era costume comune che i preti si sposassero. Del rapporto Santa Chiara - San Francesco la Chiesa di Roma non ha mai fatto lasciare una chiara versione, ma va da sè che i due erano profondamente innamorati, un amore che fortificò i due futuri Santi: non importa se avessero o meno rapporti intimi la cosa importante del Loro amore è che li aiutò a diventare due delle persone più importanti ed influenti del Loro tempo ( Chiara fondò l'ordine delle Clarisse, monache di clausura dedite alla preghiera, la clausura e la povertà oltre agli altri vòti comuni anche agli altri ordini monastici. Fu data da Loro due una grande 'spinta moralizzatrice' e un ritorno alle regole base del cattolicesimo; quindi anche grazie a Loro che la Chiesa potè riformarsi a tutti i livelli in quel periodo così disgraziato per il Vaticano dove nepotismo e corruzione, oltre a tanti altri mali, la facevano da padrona. Inoltre fu grazie anche a Francesco che la lingua italiana, anche qui, ebbe una forte 'spinta' per diventare da volgare a ufficiale con il "Cantico delle creature", ora considerato anche come manifesto dei primi ecologisti .
BlogmasterPG Ecco un bel Video su Assisi

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